Questo è il mio sangue

Grazie alla gentile collaborazione con Einaudi ho avuto modo di leggere nelle scorse settimane Questo è il mio sangue. Manifesto contro il tabù delle mestruazioni, della giornalista e autrice francese Élise Thiébaut. Qui troverete la mia recensione e il motivo per cui ritengo che questo libro sia fondamentale e che dovremmo leggerlo davvero tutti.

Questo è il mio sangue. Manifesto contro il tabù delle mestruazioni

Premessa non richiesta

Ho 33 anni. Per quanto mi ritenga una persona informata e sensibile, sono stati per me 33 anni distratti per quanto riguarda certi temi. È da qualche tempo però che sento sempre più il bisogno di approfondire e essere più presente a me stessa e al mondo quando si parla di donne. A parte qualche episodio o qualche nome ben chiaro a tutti, non conosco la storia del femminismo. Non sto attenta al mio linguaggio quando parlo. Non mi curo più di tanto di “ministro o ministra”. Eppure da sempre sono molto attenta, e mi arrabbio, e mi sento frustrata, quando si parla di offese su criteri estetici; quando si minimalizza sui casi di molestia o violenza; quando mi sento schiava degli stereotipi e ci si aspetta da me che “trovi marito” o faccia un figlio; quando non mi sento sicura in strada di sera, o non valutata alla pari sul lavoro; quando faccio fatica a trovare una ginecologa decente o quando passo intere giornate a contorcermi dal dolore durante il ciclo e mi sento dire che sono esagerata.

Sono impreparata sull’argomento e non sono in grado di dare lezioni a nessuno sul capitolo femminile/femminista: mi manca la cultura, il vocabolario, i contenuti.
Leggere Questo è il mio sangue è stato per me un passaggio importante, una presa di coscienza, l’inizio di un impegno e di un percorso che per troppo tempo ho trascurato.

Ho 33 anni e per circa 20 (v e n t i) ho usato assorbenti (interni e esterni) per il ciclo mestruale. Sono una persona ipocondriaca e soffro di ansia. Non mangio, bevo o uso prodotti cosmetici senza prima controllare cento volte ingredienti, componenti e affini per paura di reazioni allergiche. In tutta la mia vita, prima di leggere questo libro, non mi è mai passata per la testa l’idea di controllare cosa ci sia in un prodotto che metto a contatto con forse la parte più intima e delicata del mio corpo.

Non sapevo che né sulle confezioni né tantomeno sui siti online delle marche che producono assorbenti è possibile in alcun modo trovare la composizione dei prodotti.
Non sapevo che alcuni test e studi hanno portato alla luce il fatto che in alcuni prodotti siano state trovate sostanze nocive, cancerogene, pesticidi, addirittura.
Non sapevo che in campo scientifico ci troviamo di fronte a un ritardo di 9 anni nella diagnosi dell’endometriosi.
Non sapevo che nel sangue mestruale ci fossero cellule staminali.
Potrei continuare all’infinito, ma preferisco suggerirvi di leggere il libro.

Ho letto questo libro segnando con colori diversi le cose che:

  • non sapevo
  • ritengo interessanti
  • non sono mai riuscita a esprimere

È stato sorprendente, e se devo essere onesta, imbarazzante, scoprire di non sapere quasi assolutamente nulla di come funziona il mio corpo, di come sono fatta, delle opzioni tra cui posso scegliere, del fatto che, siccome credo di conoscere la pratica e mi comporto in automatico, ignoro completamente la teoria. Non sapevo che la mia rabbia e le emozioni che provo hanno un passato antico, che riguarda madri e nonne, sorelle e figlie, bambine e donne che non ho mai conosciuto, lontane nello spazio e nel tempo, e che pure mi hanno lasciato qualcosa in eredità.
Non sapevo ci fossero parole e concetti per esprimere alcune cose che penso e che non so spiegare, come questa:

Molte persone, in Occidente, non credono in questa stigmatizzazione (delle donne del mondo), spesso perché la parola sembra implicare che chi ha le mestruazionisia emarginata o le si scaglino pietre. Ma non è questa la stigmatizzazione. È l’incapacità di parlare con chiarezza e disinvoltura del proprio corpo. È sentire il bisogno di scusarsi quando si parla di mestruazioni. È chiedere sottovoce a un’amica un assorbente invece di farlo apertamente, come faresti se ti servisse un cerotto.

Nella mia ignoranza e scarsa conoscenza in materia, sono profondamente convinta, da sempre, che il rispetto per le donne debba nascere da un’educazione che parta dalle piccole cose. Prima di tutto dall’accettazione e dal rispetto della loro natura di donne. E, mi stupisce non esserci arrivata mai prima di oggi, la nostra natura è quella di avere il ciclo tutti i mesi per buona parte della nostra vita. Le mestruazioni. Sanguinare. È ora di imparare a dire le cose come stanno, di usare le parole giuste, di infrangere questo tabù (ridicolo, se facciamo un rapido calcolo anche approssimativo, ve lo dice una che non crede nella matematica, di quanto tempo è che l’uomo e la donna sono in pianta stabile sul pianeta).

Non so davvero nulla di questi argomenti e non posso sbilanciarmi più di tanto. Ma posso dare un consiglio. Leggete questo libro.

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Questo è il mio sangue. Recensione

Si tratta di un godibilissimo saggio di 192 pagine. Semplice da seguire sia per l’interesse che possono suscitare i temi trattati, sia per la chiarezza di linguaggio, sia per l’ironia con cui il tutto viene presentato, nonostante la profonda serietà dell’argomento. Lo stile è davvero apprezzabile: a argomenti esposti con chiarezza di stampo cientifico e giornalistico si alternano ricordi, aneddoti, esperienze personali che non ti fanno mai sentire troppa distanza tra te e l’autrice. Un’altra donna. Una della squadra. Termini specifici, eventi storici e concetti più complicati vengono spiegati uno a uno per una comprensione a tutto tondo che non faccia mai sentire esclusi i lettori (le lettrici!).

Copertina rossa con un inequivocabile assorbente interno che si staglia bianco al centro. Prezzo di copertina 14 Euro. L’autrice è Élise Thiébaut e il libro è edito da Einaudi.

Il mio consiglio da lettrice, bookblogger, donna e amica è di correre a procurarvene una copia: ve lo dovete.

Ringrazio di cuore l’autrice per avermi regalato la libertà di nuove scelte, e Einaudi per la fiducia nell’inviarmi il testo e per aver pubblicato un libro così potente.

Questo è il mio sangue è stata una delle letture del Club del libro di Follow The Books.