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Eccoci giunti al secondo appuntamento con Annessi e connessi. L’approfondimento di questo mese, legato al Club del libro di Follow The Books, riguarda Jane Austen. Stiamo infatti leggendo Orgoglio e pregiudizio e per me è la prima volta. Ma c’è tutto un mondo tra le pagine di Jane Austen. Scopriamolo insieme in questo nuovo articolo di Annessi e connessi.

Jane Austen: Orgoglio e pregiudizio. Tanto pregiudizio

Che faticaccia leggere Orgoglio e pregiudizio, viaggialettrici e viaggialettori. Questo mio primo, serio approccio al romanzo più celebre della scrittrice britannica forse più conosciuta al mondo non è stato per niente semplice. Per tutta la prima metà del libro mi sono annoiata a morte. E benché riconosca l’umorismo acuto e pungente dell’autrice nella critica alla società del suo tempo, e ci siano quasi in ogni pagina dei brani esilaranti che mi hanno fatto più volte sghignazzare, per la maggior parte del tempo però ho pensato “che noia mortale!” e anche “ma quanto chiacchierano questi?”.

Sarà perché la mia formazione letteraria mi ha sempre condotta tra le pagine di opere che ti strappano via l’anima a morsi di vento del nord? Sarà perché una delle mie autrici di riferimento, Charlotte Brontë, aveva espresso pareri decisamente negativi sull’opera della Austen e io mi sono lasciata inconsciamente influenzare? Mi sarò approcciata anche io all’opera stessa con una massiccia dose di pregiudizio?

Quello che so è che non fosse stato per gli approfondimenti e i contenuti condivisi nella lettura per il Club del libro di Follow The Books (ah, gli incredibili poteri di un gruppo di lettura!) probabilmente non sarei mai andata oltre le prime dieci pagine.

(Confesso però di essere rimasta molto colpita dall’attenzione che la Austen pone sui concetti di consenso e libertà, emotiva, sentimentale e sessuale, delle donne, considerando anche l’epoca in cui scriveva).

Eppure. Eppure Jane Austen gode di fama mondiale e si annovera tra i maggiori autori e autrici della letteratura inglese. Il mondo letteralmente impazzisce per lei. Gli adattamenti cinematografici delle sue opere sono infiniti; esistono associazioni culturali e festival che ne celebrano il talento; il turismo letterario austeniano è tra i più floridi e esiste addirittura un posto negli Usa in cui si può vivere e vestire come Jane Austen. Vi racconto cosa ho scoperto.

Jane Austen: un modo da scoprire

Andiamo subito al sodo. Gli adattamenti cinematografici delle opere di Jane Austen sono infiniti. Li trovate tutti su internet. Quello che mi preme segnalarvi è un film in particolare: Orgoglio e pregiudizio e zombie. Se dobbiamo fare le cose le facciamo fatte bene e quindi io che non avevo mai letto il romanzo né visto alcun film serio sulle opere della Austen sono andata al cinema a vedere questo per puro amor di trash. Seppur discutibile questa chiave è comunque una chiave, e oggi mi rendo conto che ci spalanca una porta: su Jane Austen c’è un mondo intero da scoprire.

Intanto, fan e appassionati di Jane Austen nel mondo si definiscono “Janeite”. Sembra che il primo a coniare questo termine fu il critico letterario George Saintsbury, che lo utilizzò nella prefazione a Orgoglio e pregiudizio del 1894. Poi nel 1926 arrivò alle stampe il racconto di Rudyard Kipling intitolato The Janeites. La storia? È quella di un gruppo di soldati accomunati dalla passione per le opere della Austen.

Ma cosa fanno i Janeite per condividere la loro passione? Beh, intanto fanno parte di numerosissime community online, come quella che ruota intorno al blog Curiosità di una Janeite. E poi organizzano eventi, associazioni culturali, festival e raduni annuali. Partono per andare a scoprire i luoghi letterari legati a Jane Austen: da Steventon in cui è nata a Londra fino a Bath; ma anche i set cinematografici dei film legati ai romanzi dell’autrice sono mete ambitissime, come chiaramente il Jane Austen’s House Museum a Chawton, Hampshire.

Le società letterarie dedicate a Jane Austen del mondo anglofono sono molteplici: la JAS è inglese e fu la prima ad essere fondata; la JASNA è relativa al Nord America e la Jasa all’ Australia. In Italia abbiamo la JASIT, un’associazione culturale che si occupa di promuovere la conoscenza e lo studio di Jane Austen nel nostro Paese.

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Vivere come Jane Austen? Si può

Davvero? Certo, a Governor’s House, Hyde Park, Vermont. Si tratta di un hotel in stile georgiano dai toni giallo pastello la cui proprietaria, da oltre dieci anni, organizza dei veri e propri weekend austeniani. Governor’s House ha un lato che affaccia su un parco e non si vedono costruzioni moderne o strade da lì: perciò vi basterà entrare dalla porta d’ingresso per tornare indietro nel tempo e immergervi in un mondo in cui quando ci si incontra ci si fa l’inchino e in cui per scrivere un biglietto dovrete usare penna d’oca, inchiostro e calamaio. Addirittura sembra che in questo posto non venga servito il pranzo, perché all’epoca di Jane Austen era un pasto che ancora non si usava (almeno non come lo conosciamo noi oggi). Ombrellini, cuffiette e abiti stile impero sono indispensabili, così come conoscere il galateo dell’epoca. Cellulari e abiti moderni potete lasciarli in stanza, così come ogni tipo di connessione al tempo in cui viviamo.

Jane Austen: oltre i suoi libri, altri libri

E quando i romanzi di Jane Austen non ci bastano più perché li abbiamo letti tutti? Non c’è da temere: esistono sequel e varianti strabilianti, alcune delle quali sono state dei veri e propri bestseller. Alcuni esempi? Mr Darcy prende moglie (sequel di Orgoglio e pregiudizio scritto da Linda Berdoll), Morte a Pemberley (un caso di omicidio austeniano scritto da P.D. James); e per chiudere il cerchio torniamo a Orgoglio e pregiudizio e zombie, di Seth Grahame-Smith, adattato poi nel film di cui sopra.

Insomma, sembra davvero un universo affascinante e come tutti gli universi che ruotano intorno a scrittori e scrittrici, per poterli capire appieno bisogna conoscere meglio non solo i contesti storici e sociali in cui hanno scritto, ma anche il loro mondo personale. Magari la prendo alla lontana, passando prima per i film e poi per i raduni in costume d’epoca, ma forse potrei dare un’altra chance almeno ad un secondo romanzo di Jane Austen. Quale leggere?

E voi che rapporto avete con questa autrice e le sue opere? Vi aspetto nei commenti e come sempre, se volete, su Instagram! Se invece volete recuperare l’articolo di Annessi e connessi del mese scorso dedicato a Penny Dreadful e Mary Shelley lo trovate qui.